I permessi per lutto per il personale docente

La morte di una persona cara è un momento terribile che purtroppo nella vita ognuno di noi vive e deve essere in grado di superare. L’organizzazione del funerale non è una cosa semplice, ma grazie alla presenza di numerose e professionali agenzie che si occupano di funerali a roma per esempio, è possibile contare sulla presenza di un aiuto pratico e personale sensibile, in grado di consigliarvi e aiutarvi in un momento così drammatico. Il funerale rappresenta l’ultimo saluto alla persona cara che ormai si è persa ed è un momento di unione e di preghiera. Esistono dei particolari permessi lavorativi che possono essere utilizzati in caso di lutto, ma il defunto deve essere un parente o un affine con determinate caratteristiche, che sono illustrate più dettagliatamente di seguito.

Grado di parentela

I dipendenti scolastici con contratto a tempo determinato o indeterminato, hanno diritto ad usufruire di speciali permessi per lutto retribuiti per perdita del coniuge, di parenti che siano entro il secondo grado, di persona facente parte della propria famiglia anagrafica o convivente stabile ed affini di primo grado. Il permesso per lutto ha la durata di tre giorni lavorativi, che possono anche non essere continuativi. Per poter ottenere il suddetto permesso è necessario presentare una specifica documentazione, che può essere anche autocertificata al dirigente scolastico. E’ importante sapere che per parente ed affine si intende il decesso dei genitori, nonni, fratelli o sorelle, figli naturali, affiliati o adottati, suoceri, nuore e genere. Nel caso di decesso del convivente la convivenza doveva essere di tipo stabile e riportata sulla certificazione anagrafica. Non tutti sono a conoscenza che il patrigno e la matrigna sono considerati dalla legge affini di primo grado, quindi i lavoratori possono richiedere permessi per lutto retribuiti anche nel caso del loro decesso. Non è possibile usufruire di questi particolari permessi nel caso di morte di nipoti o zii propri, considerati parenti di terzo grado, oppure del coniuge di quest’ultimi, considerati in questo caso affini di terzo grado. Ovviamente nel caso in cui il dipendente non abbia diritto allo speciale permesso ma voglia comunque presenziare al funerale della persona defunta può richiedere un permesso per motivi personali o di famiglia. I tre giorni di permesso per lutto non sono complessivi in un anno, quindi possono essere usati per un singolo evento luttuoso, ma possono essere richiesti ogni volta che si verifica la morte di un parente o affine, come sopra indicato, del lavoratore.

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