Formazione dei lavoratori stranieri in materia di sicurezza

La formazione in materia di sicurezza sul lavoro di un lavoratore straniero è strettamente legata alla conoscenza base della lingua italiana. Attualmente la conoscenza della lingua italiana dei lavoratori stranieri viene verificata attraverso un test che per molti esperti è considerato inidoneo perché troppo generico. La maggior parte delle volte, la formazione è delegata a società per la sicurezza sul lavoro a Roma per esempio, dove tra le altre ci si può rivolgere alla US Group. Indicazioni riguardo un’efficace formazione del lavoratore straniero si trovano nel IV° Rapporto Annuale curato dalla Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: «Gli immigrati nel mercato del lavoro in Italia».

Come fare formazione per gli stranieri

Nella formazione del lavoratore straniero occorre tener presente il paese di provenienza, le diverse tradizioni culturali, il background lavorativo ed educativo, l’effettiva conoscenza di base della lingua italiana; in base a questi elementi sarà opportuno fornire la formazione calandola nelle diverse realtà come duplice strumento di formazione, ma anche di prevenzione, integrazione, conoscenza culturale reciproca.

Il comma 4 dell’art. 36 del Decreto Legislativo 81/2008 in materia di formazione specifica che: «il contenuto della informazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le relative conoscenze. Ove la informazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione della lingua utilizzata nel percorso informativo».

La progettazione e realizzazione di un corso formativo deve, pertanto, tener conto e assicurare la comprensione e la memorizzazione dei contenuti da parte del discente straniero. In particolare, in materia di sicurezza sul lavoro, le metodologie da applicare devono essere in grado di:

‐ riprodurre o simulare l’esperienza di lavoro e le situazioni di pericolo, concentrandosi sulla percezione del rischio;

‐ favorire un utilizzo immediato e semplice del materiale didattico che sia adattabile a tutte le tematiche della sicurezza nonché all’evolversi delle stesse nel tempo;

‐ garantire percorsi innovativi con un alto grado livello di interesse e con l’utilizzo di diversi mezzi di comunicazione, diversi linguaggi simbolici e multimediali che si possano avvicinare all’esperienza e al contesto culturale dei discenti, soprattutto si coloro che hanno rivelato una scarsa conoscenza della lingua italiana.

Queste metodologie e strumenti possono essere agevolati, infine, dalla collaborazione con i mediatori culturali o attraverso l’aggiunta di specifici corsi di lingua per lavoratori stranieri, perché un lavoratore linguisticamente autonomo e consapevole è molto più utile ed efficiente per l’azienda stessa.

Share this post:

Related Posts

Leave a Comment