Elezioni tedesche: sistema elettorale e coalizioni possibili

Elezioni tedesche: sistema elettorale e coalizioni possibili

Il 24 settembre 61,5 milioni di tedeschi voteranno per eleggere il nuovo Cancelliere. A contendersi il posto sono Angela Merkel e Martin Schulz. La prima, leader dell’Unione (CDU/CSU) è alla sua quarta campagna elettorale. Dopo aver vinto (male) nel 2005, (benino) nel 2009 e trionfato nel 2013, la Kanzlerin si candida per un quarto mandato perché, come ha detto lei stessa in un’intervista prima ad Handelsblatt e poi allo Spiegel-Online, ha sempre più esperienza ma non ha perso la curiosità. Merkel rappresenta per i tedeschi la stabilità e la conservazione del confortevole status quo. In tempi segnati dal populismo e dal terrorismo, Merkel incarna solidità e continuità. In una società come quella tedesca che non ama né le rivoluzioni né gli esperimenti, Merkel parte ampiamente favorita. 

Martin Schulz è lo sfidante socialdemocratico. Ex Sindaco della piccola Würselen situata a nord di Aquisgrana, nel Nord Reno Westfalen, Presidente del Parlamento europeo dal 2012 al 2017 e candidato (sconfitto) alla Presidenza della Commissione Europea per i Socialisti & Democratici europei nelle elezioni europee del 2014, Schulz è stato per un paio di mesi dopo l’annuncio della sua candidatura la grande novità delle elezioni tedesche. Fino a marzo volava nei sondaggi e sembrava destinato a detronizzare la cancelliera in carica. Il cosiddetto effetto-Schulz si è dissolto tanto velocemente quanto rapidamente si era affermato. In tre elezioni regionali nel Saarland, nello Schleswig-Holstein e nel Nord Reno Westfalen, il candidato della SPD ha dovuto subire tre sconfitte pesanti, la più difficile delle quali, l’ultima, a maggio, nella sua regione di provenienza, il Nord Reno Westfalen appunto. Un Land che un tempo era la roccaforte della SPD, ma che sin dal 2005 viene governato alternativamente da CDU ed SPD. La conseguenza è che i socialdemocratici si trovano lì dove erano quattro anni fa: lottare per allontanare il fantasma del minimo storico raggiunto nelle elezioni del 2009, il 23 per cento. 

La legge elettorale: primo e secondo voto 
La legge elettorale tedesca è molto complessa. Ogni elettore può esprimere due voti. Il 50 per cento dei rappresentanti al Parlamento (Bundestag) viene eletto con il ‘primo voto’ (Erststimme), con il quale l’elettore sceglie il singolo rappresentante nel proprio collegio elettorale: il candidato che prende più voti vince. Con il ‘secondo voto’ (Zweitstimme) si vota il partito a cui è collegata una lista di candidati su base regionale. Non si esprime la preferenza, ma solo il voto al partito. È permesso il voto disgiunto tra primo e secondo voto. Il Bundestag è l’unico organo federale eletto direttamente dal popolo (il Bundesrat, la Camera delle Regioni, non è elettiva, ma nominata dai parlamenti regionali), non ha un numero fisso di parlamentari, ma solo un numero minimo: 598. Quindi 299 parlamentari verrano eletti con il primo voto e altrettanti con il secondo voto. 
Il numero dei parlamentari può aumentare rispetto al numero minimo (598) in base alle regola dei mandati in eccesso (Überhangmandate). Se in un Land, un partito, con il primo voto, ottiene più seggi di quanti gliene spetterebbero in virtù del secondo voto, allora aumenta il numero degli eletti nella lista collegata al secondo voto. In questo modo si garantisce una proporzionalità tra gli eletti nel primo e nel secondo voto.
I collegi elettorali con cui si eleggono direttamente i candidati (primo voto) sono suddivisi nei Länder secondo la seguente tabella:

Bundesland (Regione)
Numero dei collegi
Schleswig-Holstein (dal numero 1 all’11)
11
Mecklenburg-Vorpommern (dal 12 al 17)
6
Hamburg (dal 18 al 23)
6
Niedersachsen (dal 24 al 53)
30
Bremen (da 54 a 55)
2
Brandeburg (da 56 a 65)
10
Sachsen-Anhalt (da 66 a 74)
9
Berlin (da 75 a 86)
12
Nordrhein-Westfalen (da 87 a 150)
64
Sachsen (da 151 a 166)
16
Hessen (da 167 a 188)
22
Thüringen (da 189 a 197)
9
Rheinland-Pfalz (da 198 a 212)
15
Bayern (da 213 a 257)
45
Baden-Württemberg (da 258 a 295)
38
Saarland (da 296 a 299)
4

Il restante 50 per cento dei parlamentari (299) viene eletto con il ‘secondo voto’. L’elezione avviene su base esclusivamente proporzionale (metodo Sainte-Laguë). Il voto più importante è il secondo per due motivi tra essi strettamente collegati: è quello che stabilisce i rapporti di forza nel Bundestag ed è decisivo perché è prevista una soglia di sbarramento del 5 per cento sotto la quale un partito non ha diritto ad avere rappresentanti in Parlamento. Esiste, tuttavia, l’eccezione della clausola del mandato fondamentale (Grundmandatklausel): se un partito vince almeno in tre collegi uninominali (‘primo voto’) allora, a quel partito, non si applica lo sbarramento (sono esclusi da questa clausola i partiti delle minoranze come Rom, Sinti, Frisi e Danesi). Oltre ai tre (o più) candidati vincenti avrà diritto ad avere tanti rappresentati in proporzione dei voti presi sulla base del secondo voto. Se poi un partito ottiene uno o due mandati diretti vincendo nei collegi uninominali, ma non supera il cinque per cento con il secondo voto, i candidati vincenti nei collegi hanno diritto comunque al seggio in Parlamento (Bundestag), ma il partito non avrà i rappresentati delle liste collegate al ‘secondo voto’, ovvero alla quota proporzionale.
Complessivamente, i seggi sono così divisi: 

Bundesland
Popolazione 
(74.324.165 al 31.12.2012)
Numero di seggi (598)
Schleswig-Holstein
2.686.085
22
Mecklenburg-Vorpommern
1.585.032
13
Hamburg
1.559.655
13
Niedersachsen
7.354.892
59
Bremen
575.805
5
Brandeburg
2.418.267
19
Sachsen-Anhalt
2.247.673
18
Berlin
3.025.288
24
Nordrhein-Westfalen
15.895.182
128
Sachsen
4.005.278
32
Hessen
5.388.350
43
Thüringen
2.154.202
17
Rheinland-Pfalz
3.672.888
30
Bayern
11.353.264
92
Baden-Württemberg
9.482.902
76
Saarland
919.402
7

In Germania è il Bundestag che eleggere il Cancelliere o Cancelliera, non esiste l’elezione diretta. Anche i candidati dei partiti che hanno una realistica possibilità di diventare Cancelliere, in questo caso Angela Merkel e Martin Schulz, devono conquistarsi il proprio seggio. Merkel ha scelto ancora una volta un collegio in cui dovrà essere eletta direttamente con il primo voto (Collegio 015 – Vorpommern-Rügen-Greifswald I, nel nord-est della Germania – è il suo tradizionale collegio). Schulz invece sarà capolista della SPD nel Nord Reno Westfalen nella parte proporzionale (secondo voto). Sarà poi il Bundestag ad eleggere il Cancelliere sulla base della ripartizione dei seggi e delle alleanze che si creeranno.

Seggi elettorali 
I seggi elettorali sono circa 88.000 e saranno aperti dalle 8 alle 18 esclusivamente domenica 24 settembre. Nonostante le poche ore in cui sono aperti, l’afflusso ai seggi è normalmente molto ordinato. Il motivo principale è che in Germania è molto diffuso il voto per posta. Alle elezioni del 24 settembre si stima che voteranno con questo sistema oltre 10 milioni di elettori, circa un quarto degli aventi diritto. Nel 2009 votò per posta il 21.4 per cento degli elettori e nel 2013 il 24.3 per cento. Questo significa che molti elettori e molte elettrici esprimeranno il proprio voto ben prima della fine della campagna elettorale. In Germania non esiste il cosiddetto giorno di riflessione precedente al voto. Le ultime manifestazione elettorali sono previste per il 23 settembre. Al momento Martin Schulz dovrebbe chiudere la campagna elettorale ad Aquisgrana e Angela Merkel, probabilmente, a Berlino anche se non c’è stata ancora la comunicazione ufficiale.

I partiti e i candidati
I partiti in Germania sono molti. Alle elezioni del 2017 saranno ben 42, il più alto numero dalla riunificazione. In 16 si presentano per la prima volta. Il numero complessivo dei candidati è di 4828, quattrocento in più del 2013. Solo nelle elezioni del 1998 c’è stato un numero maggiore di candidati (5062). Questa grande partecipazione politica potrebbe portare ad un aumento dell’affluenza. Già nel 2013 c’è stato un piccolo incremento, 71,5 per cento rispetto al 70,8 del 2009.
Dei 42 partiti che si presentano alle elezioni, tuttavia, quelli che hanno una reale possibilità di ottenere una rappresentanza in Parlamento sono solo sei: l’Unione (Cristiano Democratici uniti e Cristiano sociali uniti, CDU/CSU), il Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD), i Verdi (Bündnis 90/Grünen), il Partito Liberale Tedesco (FDP), la Sinistra (Die Linke) e Alternativa per la Germania (AfD). CDU e CSU sono partiti gemelli. La seconda infatti si presenta solo in Baviera, dove la CDU non c’è. Insieme formato la cosiddetta Unione.
In Germania non ci sono coalizioni vincolanti. Ogni partito può solo dichiarare l’alleato (o gli alleati), il cosiddetto Wunschpartner,  con cui auspica di poter formare un governo. Ma in campagna elettorale ognuno lavora per conto proprio ed anche nei colleghi elettorali (primo voto) ogni partito ha un proprio candidato. I conti si fanno dopo il voto sulla base dei seggi effettivamente ottenuti. Nel recente passato, tuttavia, ci sono state delle coalizioni, più o meno organiche a seconda dei casi, prima delle elezioni, come quella tra SPD e Verdi (2005 e 2013) e quella tra FDP e Unione (2005 e 2013). In ogni caso ogni partito ha sempre presentato un proprio candidato nei vari collegi.
Ogni partito indica un suo candidato principale (Spitzenkandidat) o, come è usuale per alcuni partiti più piccoli, una coppia (uomo e donna). Per la CDU/CSU è Angela Merkel, per la FDP è Christian Lindner, per la SPD è Martin Schulz, per la Die Linke c’è il duo Sarah Wagenknecht e Dietmar Bartsch, per i Verdi Katrin Göring-Eckardt e Cem Özdemir, per AfD Alice Weidel e Alexander Gauland.

Le coalizioni possibili
I partiti e le coalizioni vengono identificate con i colori. CDU/CSU sono il nero, SPD il rosso, FDP il giallo, la Linke anche rosso (nei grafici ufficiali viola), AfD il blu. In teoria tutte le coalizioni sono possibili. In pratica, nessun partito intende allearsi con l’AfD e l’Unione neanche con la Linke. Dopo il 24 settembre le coalizioni possibili sono le seguenti:
Nerogialla (Unione e FDP): probabile. Dipende in gran parte dal risultato della AfD. Più voti prende l’estrema destra più le possibilità si abbassano. In ogni caso se ci dovessero essere i numeri per una simile maggioranza, saranno comunque ristretti.
Giamaica (Unione, FDP e Verdi): possibile. Potrebbe essere l’alternativa nel caso in cui Unione e SPD decidessero di non proseguire con la Grande Coalizione. Una coalizione Giamaica sarebbe la prima nella storia della Repubblica Federale a livello nazionale e avrebbe una maggioranza relativamente ampia, ma la conflittualità interna potrebbe essere alta, rendendo il governo fragile. Liberali e Verdi rappresentano due mondi  politici difficilmente compatibili. A livello regionale (ultimo caso lo Schleswig-Holstein dopo le elezioni regionali del maggio scorso) tre partiti i hanno già governato insieme.
Neroverde (Unione e Verdi): improbabile. È la coalizione che vorrebbero Angela Merkel e il Presidente del Land del Baden Württemberg Winfried Kretschmann dei Verdi. Al momento i numeri per una simile coalizione non ci sono e ammesso che ci siano sarebbe molto difficile da far accettare alle basi dei rispettivi partiti. Molto dipende dal risultato della FDP, più sarà forte, più questa colazione con i Verdi sarà difficile per l’Unione. In ogni caso sarebbe la prima della storia della Repubblica Federale tedesca a livello nazionale.
Semaforo (SPD, FDP, Verdi): molto difficile. Per realizzarsi quest’opzione la Spd dovrebbe comune prendere più voti dell’Unione, opzione al momento remota.
R2G (SPD, Linke e Verdi): possibile. La Linke resta un partito con il quale è difficile trattare. In campagna elettorale la distanza tra i tre partiti sembra essersi ampliata piuttosto che ristretta. Questa coalizione potrebbe avere una possibilità nel caso in cui AfD andasse molto bene e riuscisse a non far avere la maggioranza sufficiente per un governo Unione-FDP. In questo caso, anche se la Spd non sarebbe primo partito potrebbe azzardare una coalizione con Linke e Verdi. I numeri di una tale maggioranza sarebbero molto ristretti.
Rossoverde (SPD-Verdi): quasi impossibile. Stando ai sondaggi, i numeri per una simile coalizione non ci sono. 
Rosso-rosso (SPD-Linke): quasi impossibile. Al momento non ci sono i numeri. 
Große Koalition (Unione-SPD): resta l’unica certezza. I numeri ci saranno. Dipende tutto dalla SPD e dalla disponibilità di dare vita alla terza grande coalizione negli ultimi dodici anni come alleato di minoranza. 

Il segreto della stabilità: la sfiducia costruttiva
Nelle Repubblica Federale tedesca esiste la cosiddetta sfiducia costruttiva. Un governo può essere sfiduciato da una colazione ma al contempo essa deve proporre un’alternativa (In questo modo arrivò al potere Helmut Kohl nel 1982, il Bundestag sfiduciò il governo di Helmuth Schmidt e, contestualmente, votò la fiducia a Helmut Kohl). Tale formula, presente nella costituzione (art. 67) e non nella legge elettorale, è il principale segreto della grande stabilità politica. Dal secondo dopoguerra ad oggi la Germania ha avuto solo otto cancellieri, l’Italia ventotto.

twitter@uvillanilubelli

Fonte: Elezioni tedesche: sistema elettorale e coalizioni possibili

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