Adolescenza, allarme videogiochi e web

Adolescenza, allarme videogiochi e web

Si chiama gaming disorder, un’espressione inglese che sta per dipendenza da videogiochi ed è stata definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una nuova patologia da curare. E sono molti gli adolescenti che esagerano, fermo restando che un po’ di svago fatto anche di videogiochi è sicuramente sano e salutare. Pensiamo ad esempio ai nuovi videogiochi o alla storia di Metal Gear, entro certo limiti non si parla di certo di una patologia! Tuttavia, secondo l’OMS se la mania di giocare diventa eccessiva e prevale su altri interessi e anche altri giochi, diventando una fissazione, occorre fare attenzione. Per questo la dipendenza da videogiochi è stata inserita all’interno dell’International Classification of Diseases (ICD), ovvero la lista ufficiale delle patologie riconosciute.

La dipendenza da videogiochi, le caratteristiche

Il primo aspetto che denota un livello di allerta è il tempo in cui si è connessi. Secondo alcune ricerche recenti, poco meno del 10% degli adolescenti ama navigare per più di 6 ore ogni giorno e più del 20% ha quello che psicologicamente viene definito un “rapporto disfunzionale” con la rete, ovvero una relazione problematica. Internet entra di forza nei rapporti familiari, scolastici e tra coetanei fino a condizionare la qualità della vita e del riposo, la qualità dello studio e perfino quella del tempo libero che viene, praticamente, dedicato quasi interamente alla navigazione. A confermalo il disagio provato quando la rete non è disponibile, proprio come accade per qualsiasi altra forma di dipendenza.

I campanelli di allarme della dipendenza

Vediamo allora quali sono i cosiddetti campanelli di allarme da tenere sotto controllo per capire se nostro figlio o un nostro studente soffre di dipendenza da videogiochi. Il primo aspetto è il tempo di connessione, naturalmente, facilmente misurabile, soprattutto se si tratta di numeri eccessivi. Anche i comportamenti raccontano una dipendenza, ad esempio se l’adolescente si comporta in modo diverso da prima, se è facilmente irritabile, se peggiora a scuola. L’isolamento e perfino l’apatia possono essere ulteriori spie importanti, proprio perché spesso i videogiochi comportano una dedizione pressoché assoluta che causa quindi l’isolamento del ragazzo dai suoi coetanei e il progressivo allontanamento anche da altre attività. La maniera migliore per affrontare una situazione del genere è sempre quella di confrontarsi con il ragazzo, parlarci, cercare di capire cosa sta succedendo senza nessuna forma di aggressione né verbale né tanto meno fisica. Nei casi più gravi, naturalmente, sarà opportuno rivolgersi a un medico che sappia aiutare genitori e adolescente ad affrontare questa forma di dipendenza.

 

Share this post:

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Recent Posts

Comments are closed.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi